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Arriva la miniriforma al Codice della Strada. La denuncia di Musicco: “Così serve solo a fare cassa”

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Il presidente di Avisl Onlus: “Più che una riforma, sembra una lunghissima imposta indiretta. Con multe comminate da operatori non qualificati”

 

Il Dl Semplificazione introduce una miniriforma del Codice della Strada. Tra le novità, la possibilità per i Comuni di installare autovelox anche nelle strade urbane, dietro autorizzazione del prefetto. E l’ampliamento delle figure che possono comminare sanzioni: si va dai dipendenti delle società, anche private, che gestiscono le strisce blu, ai controllori di autobus, fino ai netturbini, che potranno sanzionare chi, ad esempio, parcheggia davanti ad un cassonetto. Previsto infine un pacchetto a tutela dei ciclisti con l’introduzione della “strada urbana ciclabile” a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi e limite di velocità non superiore ai 30 km/h. E, ancora, il “doppiosenso ciclabile”.

L’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus (Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul Lavoro e Malasanità) e tra i promotori della legge sull’omicidio stradale, è stupito: «Non mi pare che questa riforma sia improntata alla sicurezza, sembra più un’articolata imposta indiretta sulle spalle dei cittadini. Sono assolutamente contrario all’autovelox sulle strade urbane, così come alle multe comminate da personale non qualificato. Servono più controlli e più agenti sulle strade, non riforme utili a fare cassa. E francamente sono perplesso: a febbraio sono stati introdotti i monopattini elettrici, con tanto di successivo bonus per l’acquisto. Ci sono stati svariati incidenti, anche con vittime. E proprio su quest’aspetto non si propone una regolamentazione? Mi pare che siamo davvero lontani da un cambiamento di mentalità. Sicurezza non vuol dire multe. Significa educazione stradale, controllo del territorio e sanzioni quando è necessario, ma da chi è davvero preposto a quel compito».

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